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  • Cloud e infrastruttura italiana: la sovranità del dato nel 2026

    Cloud e infrastruttura italiana: la sovranità del dato nel 2026

    Dove vivono i dati della tua azienda? È una domanda che nel 2026 ha un peso strategico crescente. Tra normative europee, esigenze di continuità e attenzione alla sovranità del dato, scegliere dove e come ospitare informazioni e servizi non è più un dettaglio tecnico ma una decisione di business.

    Perché la localizzazione conta

    Conservare i dati su infrastruttura europea o italiana semplifica la conformità al GDPR, riduce le incertezze sui trasferimenti extra-UE e offre maggiore prossimità in termini di assistenza e tempi di intervento. Per molte PMI significa anche un rapporto più diretto e trasparente con chi gestisce i sistemi.

    Cloud sì, ma con criterio

    • Valuta quali carichi portare in cloud e quali mantenere on-premise
    • Verifica dove risiedono fisicamente i dati e chi sono i responsabili del trattamento
    • Prevedi sempre backup indipendenti dal fornitore cloud
    • Pianifica la continuità operativa e una strategia di uscita (exit strategy)

    Dal 1996 offriamo connettività, hosting e servizi cloud su un’infrastruttura totalmente italiana, con assistenza tecnica diretta. L’obiettivo è semplice: tecnologia moderna, dati al sicuro e un interlocutore che risponde quando serve.

  • Windows 10 a fine vita: come pianificare la migrazione nel 2026

    Windows 10 a fine vita: come pianificare la migrazione nel 2026

    Il supporto a Windows 10 è terminato a ottobre 2025. Se nella tua azienda ci sono ancora postazioni con questo sistema operativo, nel 2026 è il momento di affrontare la migrazione in modo pianificato, prima che il problema diventi un rischio di sicurezza e di conformità.

    Perché non puoi rimandare

    Un sistema operativo senza aggiornamenti di sicurezza diventa progressivamente più vulnerabile: le nuove falle non vengono più corrette. A questo si aggiungono software gestionali e applicazioni che smettono di essere certificati, e requisiti normativi (come quelli legati a NIS2 e GDPR) che impongono di mantenere i sistemi aggiornati.

    Come affrontare la migrazione

    • Inventario delle postazioni e verifica della compatibilità hardware con Windows 11
    • Valutazione di aggiornamento, sostituzione o ricondizionamento dei dispositivi
    • Backup completo dei dati prima di ogni intervento
    • Migrazione graduale per non interrompere l’operatività

    Possiamo aiutarti con un’analisi del parco macchine e, dove servono, con componenti e dispositivi nuovi o ricondizionati. Pianificare oggi significa migrare con calma, senza emergenze.

  • Intelligenza artificiale in azienda: opportunità e rischi nel 2026

    Intelligenza artificiale in azienda: opportunità e rischi nel 2026

    Nel 2026 l’intelligenza artificiale è entrata stabilmente negli strumenti di lavoro quotidiani: assistenti per la posta, generazione di documenti, analisi dei dati, supporto al codice e ai sistemi. Per le imprese le opportunità sono concrete, ma vanno governate con consapevolezza, soprattutto sul fronte di dati e sicurezza.

    Dove l’AI porta valore reale

    • Automazione di attività ripetitive e produzione di bozze documentali
    • Supporto di primo livello e knowledge base interne più rapide
    • Analisi di log e anomalie a supporto della sicurezza
    • Sintesi e ricerca su grandi quantità di informazioni aziendali

    I rischi da non sottovalutare

    Il rischio principale è il trattamento incontrollato dei dati: caricare informazioni riservate o personali su servizi esterni senza adeguate garanzie può violare il GDPR e gli accordi con i clienti. Servono regole chiare su quali strumenti usare, con quali dati e con quali responsabili del trattamento.

    La nostra raccomandazione è definire una policy d’uso dell’AI, privilegiare soluzioni che mantengano i dati sotto controllo (idealmente su infrastruttura europea o italiana) e formare le persone. L’AI è un acceleratore potente, ma resta uno strumento: il governo dei dati e dei processi rimane responsabilità dell’azienda.

    Vuoi capire come introdurre l’AI in sicurezza nella tua organizzazione? Parliamone insieme.

  • NIS2 e cybersicurezza: cosa cambia per le PMI nel 2026

    NIS2 e cybersicurezza: cosa cambia per le PMI nel 2026

    La direttiva europea NIS2 ha ampliato in modo significativo la platea di aziende tenute ad adottare misure di sicurezza informatica. Nel 2026 anche molte PMI che fino a ieri si consideravano “fuori perimetro” devono fare i conti con nuovi obblighi di gestione del rischio cyber, notifica degli incidenti e responsabilità degli organi direttivi.

    Chi è coinvolto

    NIS2 si applica a un insieme molto più ampio di settori rispetto al passato: energia, trasporti, sanità, fornitori di servizi digitali, produzione, gestione dei rifiuti e molti altri. Spesso l’obbligo si estende anche ai fornitori della filiera: se lavori con un’azienda soggetta alla direttiva, è probabile che ti vengano richiesti precisi requisiti di sicurezza.

    Le misure minime da mettere in campo

    • Analisi e gestione del rischio informatico documentata
    • Procedure di backup, ripristino e continuità operativa testate
    • Gestione degli accessi, autenticazione a più fattori e segmentazione di rete
    • Aggiornamento e patch management di sistemi e applicazioni
    • Piano di risposta e notifica degli incidenti entro le tempistiche previste

    Il primo passo concreto è una fotografia dello stato attuale dell’infrastruttura: cosa è esposto, cosa è aggiornato, dove sono i dati e come vengono protetti. È esattamente ciò che facciamo con la nostra Analisi Informatica, da cui partire per colmare i divari in modo ordinato e sostenibile.

    La conformità non è un adempimento una tantum, ma un processo continuo di gestione del rischio.

  • Backup e Disaster Recovery: la regola 3-2-1 spiegata bene

    Backup e Disaster Recovery: la regola 3-2-1 spiegata bene

    Quando si parla di protezione dei dati, una regola resta valida e attualissima anche nel 2026: la regola del 3-2-1. È semplice da ricordare e, soprattutto, da verificare. Vediamo cosa significa e perché è il punto di partenza di ogni strategia di backup seria.

    Cosa dice la regola 3-2-1

    • 3 copie dei dati: l’originale più due backup
    • 2 supporti differenti (ad esempio disco locale e cloud)
    • 1 copia off-site, conservata in un luogo fisicamente diverso

    Molte aziende oggi estendono la regola a 3-2-1-1-0: una copia immutabile o offline (a prova di ransomware) e zero errori verificati nelle prove di ripristino.

    Il punto più trascurato: il ripristino

    Un backup ha valore solo se i dati sono realmente ripristinabili. Per questo è fondamentale effettuare prove di ripristino periodiche: il backup copia i dati, ma bisogna verificare con regolarità che il processo funzioni e che i file siano integri e utilizzabili. La frequenza dipende dall’importanza dei dati.

    Con i nostri servizi di Backup Windows VM e Backup remoto Hyperoo, su infrastruttura totalmente italiana, il monitoraggio e la verifica sono gestiti per te. Se non hai mai testato un ripristino, è il momento giusto per farlo.